«Allora, vuoi dirci perché lo hai fatto?»

[23 June 2015 h 2:08 a.m.]

– «Allora, vuoi dirci perché lo hai fatto?» si sentì dire mentre l’odore di vernice umida si faceva più forte nelle narici. La stanza non era grande, ma lo era abbastanza per contenere due armadi pieni di faldoni, una scrivania con due computer e pile di carte, tre sedie di ferro basse, una stampante multifunzione e cinque persone.

Ella era seduta, ma forse era più corretto dire che era abbandonata sulla sua sedia, quasi fosse un sollievo; di quello che era successo nelle ultime 2 ore non le importava molto, sapeva solo che l’avevano presa, e che si trovava in un posto sconosciuto. Sconosciuto fino a un certo punto, visto che sapeva il motivo per cui l’avevano portata lì, anche se lì non ci era mai stata.

La scala mobile l’aveva portata al quarto piano, quello del reparto donne, dove anche gli intimi più pacchiani vengono trattati come se fossero di sartoria d’élite: le ragazze con gli occhi a mandorla interrogavano le commesse bendisposte, per sapere se anche oltre Oceano quegli slip fossero di moda, e naturalmente venivano rassicurate che quella linea era stata lanciata proprio perché piacesse nell’altro continente. Ro aveva guardato e toccato ciò che era esposto – come tante altre tutti i giorni – e dopo… tutto era accaduto automaticamente, come se fosse andata al bagno per lavarsi le mani.

– «Allora, vuoi dirci perché lo hai fatto?» si sentì dire per la seconda volta. Finalmente realizzò di avere otto occhi puntati addosso, e iniziò ad avere paura. «Mi condanneranno, mi condanneranno a morte» – pensò, e intanto le si annebbiava la vista e iniziavano a tremarle i piedi. «Non potrò più andare a Sydney, non potrò più andare a Sydney!» – urlò dando un calcio all’uomo che era seduto davanti a lei.

– «Allora, ti decidi?» si sentì dire nella stanza. Ro aprì gli occhi, la luce del Sole quasi la accecò; poi spostò lo sguardo sulla porta e sentì il suo «Ti aspetto di là» con tono impaziente, mentre egli si allontanava. La vista non era più annebbiata, i piedi erano sotto le lenzuola. Ro sorrise.

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