La presentazione

Mancavano diciotto minuti alla sua prima apparizione in TV. Si era messo in giacca e cravatta – per l’occasione – consapevole che più movimenti avrebbe fatto e più alta sarebbe stata la probabilità di andare in tintoria e mollare un deca.

Dopo essere stato trattenuto a più riprese, Klaus finalmente era stato condotto nella sala: il pubblico era già al suo posto (tre file per un totale di neanche cento persone), poco rumoroso tra giovani a braccia conserte, anziani con cuscini sotto al fondoschiena, e altri adulti che si davano un contegno – o almeno così credevano – sistemandosi il colletto della camicia o richiudendo la borsetta.

Il conduttore gli venne incontro e gli indicò il suo posto, in mezzo tra altre due figure, chiedendogli di tenersi pronto a parlare delle attività dell’associazione; quando si erano incontrati per la prima volta, la settimana precedente, gli era sembrato serio sebbene l’invito servisse per creare un contraddittorio con altri ospiti che incoraggiavano attività diverse, se non avverse, rispetto alla sua “Stringiamoci le mani”.

Si avvicinò alla poltrona indicatagli, bianchissima, e solo allora si accorse di quanto forte fosse la luce in sala. Socchiuse gli occhi per qualche istante, e voltò lo sguardo alla propria sinistra, proprio quando stava arrivando l’altro ospite: sapeva chi era, o perlomeno ne aveva riconosciuto la faccia da leader, presente tutti i giorni in TV, sui giornali online, sui manifesti.

«Piacere, Antonio Klaus» si presentò porgendo la mano destra al nuovo vicino. Il leader si avvicinò senza guardarlo direttamente negli occhi, mormorando qualcosa mentre mollava sulla poltrona accanto la sciarpa cachemire, per poi porgere – in risposta – soltanto indice e medio uniti, ma della pallida mano sinistra. Klaus spostò lo sguardo dalla mano porta al viso del leader, che rivolse grandi sorrisi al pubblico esclamando «Insieme ce la faremo!»
«Mi perdoni, non ho sentito…» disse Klaus cercando di stringergli la (parte di) mano concessa, ma il leader l’aveva già ritratta e portata in alto per salutare nuovamente il pubblico.
«Scusi, non ho sentito il Suo nome» alzò la voce Klaus tirando per la manica il suo vicino, che finalmente incrociò i suoi occhi.

Il leader lo fulminò con lo sguardo e replicò: «Non ha capito come mi chiamo?» – ridacchiò – «Ma è sicuro di vivere in questo Paese? Lei non sa chi sono io».
Prima di poter aprire bocca, Klaus fu investito da una serie di applausi. Guardò la propria mano destra, scura come le castagne, e la chiuse in un pugno. Altro che “Stringiamoci le mani”!

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